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| Sindaco e Assessori | Portopalo
vanta un'antica e ampia tradizione in fatto di feste, sagre e manifestazioni
varie, sia laiche che (e forse soprattutto) religiose. Come per tutti paesi,
anche a Portopalo di Capo Passero la festa paesana rappresenta un momento
di aggregazione, di interruzione dei canoni giornalieri, di ritrovata vitalità
paesana: per un giorno ci si ritaglia una piccola oasi di tranquillità,
lasciandosi alle spalle problemi e pensieri della quotidianità. Qui
di seguito ecco un elenco di alcune delle principali ricorrenze:
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17 Gennaio: S. Antonio Abate |
Feste e Tradizioni
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| La riccorrenza è
di esclusivo carattere sacro e si sta perdendo ormai tra le nuove generazioni.
La sera prima della festa, le donne immergevano in acqua dei granelli di
frumento per preparare la cosiddetta "cuccìa", una "pietanza"
che nasceva come dolce per poi diventare una vera e propria minestra. il
giorno seguente infatti i granelli venivano bolliti e conditi con zucchero
o vino cotto ela prodotto così ottenuo si aggiungevano legumi vari,
come fagioli, ceci, fave, e a volte anche castagne. (torna su) |
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| Come tutti i Carnevali,
anche quello portopalese è un'esplosione di colori, musiche e allegria.
Durante tutti i pomeriggi del periodo carnevalesco le strade del paese sono
festosamente invase da un lungo e vivace corteo di carri allegorici, bambini
e ragazzi in maschera, mentre le serate sono allietate da gruppi musicali,
ballerini, comici e cabarettisti. Non mancano i vari concorsi per le maschere
più originali. Dal 17 Gennaio fino all'ultima sera di Carnevale c'è
il cosiddetto periodo del gabbo (o "jabbu") nel contesto del quale
vengono ammessi e perdonati qualsiasi tipo di burla o scherzo. Durante il
Gabbo c'era l'usanza delle "luminagghie", cioè tipici indovinelli
prettamente in dialetto siciliano, molto coloriti e pieni di doppi sensi.
(torna su) |
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| La tradizione vuole
che, nel giorno di San Giuseppe, la serata portopalese sia riscaldata e
rischiarata dalle cossiddette "vampanigghie", alte cataste di
legna alle quali viene dato fuoco una volta sopraggiunta l'oscurità
della notte. Sulle braci ardenti poi si arrostiscono carne e pesce. Anticamente
venivano raccolti i carboni ardenti (il cosiddetto "luci i San Giuseppi")
per riscaldare gli ambienti domestici. La tradizione delle "vampanigghie
affonda le sue radici nel secolo scorso, nel periodo anteguerra. In quei
tempi i contadini accatastavano fasci di frasche davanti alla chiesa di
San Gaetano, per poi dare loro fuoco intorno alla mezzanotte. Col tempo,
al posto di una unica grande pira, quasi ogni quartiere realizzava la propria
"vampanigghia" nel proprio "territorio". (torna su) |
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| Le tradizioni riguardanti
la Pasqua portopalese sono veramente uniche in tutta la Sicilia. Il Venerdì
Santo, dopo la Processione che ripercorre le tappe della Via Crucis, un
gruppo di cantori intona il "Lamento", cioè la storia della
Crocifissione cantata e recitata rigorosamente in dialetto siciliano. La
Domenica di Pasqua, a mezzoggiorno spaccato, c'è " A Paci"
("La Pace"), che rappresenta l'incontro tra il Cristo Risorto
e La Madonna. Molti anni fa il Venerdì Santo era sicuramente molto
più sentito dal popolo. C'era infatti la totale immedesimazione nel
lutto per la morte del Signore, proprio come se a morire fosse stato un
parente. Sempre nell'ambito della ricorrenza del Venerdì Santo, circa
quindici giorni prima, nelle varie abitazioni si preparava con cura "u
laurieddu", una composizione di piantine ottenute da chicchi di frumento
e legumi vari messi in un piatto con poca acqua. "U Laurieddu"
veniva poi conservato in ambienti bui e scuri e innaffiato di tanto in tanto
per fargli raggiungere un'altezza di 20 o 30 cm. Infine, la mattina del
Giovedì Santo, si consegnava al prete che lo disponeva intorno all'altare.
(torna su) |
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| In occasione di questa
ricorrenza religiosa, i balconi e le finestre del paese di Portopalo venivano
adornati con coperte da letto, tovaglie da tavola e vasi con fiori: il tutto
fungeva da cornice perfetta a piccoli e improvvisati altarini attorniati
da immagini sacre. La processione che si snodava per le vie del paese si
soffermava poi davanti a tali altarini benedicendo l'abitazione che li aveva
esposti. (torna su) |
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| La sera precedente
l'Ascensione del Signore si collocavano bacinelle piene d'acqua, sulla quale
galleggiavano di petali di rose, sui davanzali delle finestre che davano
sulla via o sul giardino, perché un'antica credenza popolare voleva
che il Signore, prima di salire in cielo, la benedicesse. Il giorno dopo
ci si lavava il viso con l'acqua impregnata del delicato profumo delle rose. (torna su) |
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| E' soprattutto durante
l'estate che Portopalo di Capo Passero si risveglia. Tutti i locali si attrezzano
per la musica dal vivo e lungo il corso principale è un continuo
susseguirsi di musica e spettacolini vari. La manifestazione di punta dell'Estate
Portopalese è sicuramente la Settimana del Mare, organizzata ad Agosto
dalla Pro Loco. All'interno di tale manifestazione ci sono "Il Palio
del Mare" e "La Sagra del Pesce", cioè gli avvenimenti
che richiamano più turisti a Portopalo di Capo Passero durante il
periodo estivo. . Nell'ambito della Settimana
del Mare, la Sagra del Pesce rappresenta l'appuntamento che richiama maggior
affluenza di turisti nel paese: sono migliaia infatti le persone che vengono
ogni anno ad assaggiare le specialità marinare di Portopalo di Capo Passero.
La Sagra del Pesce
è il vero prototipo della festa paesana: buona cucina, vino, musica,
balli e alla fine spettacolari fuochi d'artificio. (torna su) |
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| San Gaetano, Santo
Patrono di Portopalo di capo Passero, viene festeggiato con manifestazioni
sia religiose (messa, processione, etc...) sia laiche (regata di barche,
cuccagna a mare, rottura dei pignatelli, etc...). L'entrata del Statua del
Santo in chiesa, al termine della processione, viene salutata con spettacolari
giochi pirotecnici. (torna su) |
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| IL Palio del Mare,
regata in onore di San Gaetano, Patrono di Portopalo, è la manifestazione
che forse più delle altre intreccia la propria storia con quella
del paese stesso, affondando le sue radici già negli anni '50 del
secolo scorso. Nonostante la sua veneranda età, il Palio del Mare
viene ogni anno seguita con grande interesse e passione da giovani e meno
giovani. Lo stupendo scenario naturale di Scalo Mandrie nel quale si svolge
la gara contribuisce sicuramente ad accrescerne il fascino. (torna su) |
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| Il 2 Novembre, giorno
della Commemorazione dei Defunti, è molto più sentito rispetto
al giorno festivo vero e proprio di Ognissanti. Il 2 Novembre ha da sempre
rappresentato per i bambini un giorno di festa perché, per tradizione,
nel giorno dei "murticieddi" (cioè i morti detti con tono
vezzeggiativo) essi ricevono regali di ogni tipo dai parenti. Per il resto,
anche a Portopalo c'è la tradizione, molto più rispettata
negli anni passati, di passare questa giornata al Cimitero, accanto alla
tomba dei propri cari. (torna su) |
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| San Martino a Portopalo
di Capo Passero viene salutato con l'assaggio del vino nuovo e mangiando
"crispelle", sorta di frittelle di farina impastata con acqua,
cui si può anche aggiungere uva passa, preparate anticamente nella
"maidda", un largo tavolone incavato dove di solito si impastava
il pane di casa. La pasta ottenuta viene separata con una forchetta o un
cucchiaio per ricavarne piccole palle, che vengono poste nella padella spalmata
d'olio. Le "crispelle" possono essere fatte pure con l'aggiunta
di farina di patate, che le rende più morbide, o anche col latte.
Mescolate con zucchero o vino cotto, sono veramente squisite. (torna su) |
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| Il giorno dell'Immacolata
ha un sapore diverso a Portopalo di Capo Passero. Nel pomeriggio, dopo la
Santa Messa e la processione per le vie del paese, c'è la tradizionale
"Vinnita re Cudduri": si tratta di un'asta popolare dove vengono
messi in vendita i doni offerti dai devoti all'Immacolata per poi devolvere
il ricavato in opere di beneficenza. L'asta prende il nome di "Vinnita
re Cudduri" (Vendita delle Collurre) dall'oggetto della vendita stessa,
cioè la Cuddura, una specie di dolce molto duro composto da zucchero,
confetti e "giugiulena" (sesamo) e preparato proprio dalle stesse
persone che ne fanno donazione. Fino a qualche anno fa durante l'asta si
vendevano solo Cuddure, ma adesso si vende un po' di tutto: quadri ad uncinetto,
dipinti, cassette di pesce, confezioni natalizie, torte e altro ancora. (torna su) |
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